Raphael, un nome dalle antiche origini.


Tra valli ombrose e verdeggianti, nell'aria ben più frizzante di quella che si respira in città, ha origine il nome del Lanificio Raphael.

Rafél - questa la grafia originaria - era chiamata la baita del nonno di Pierluigi Fileppo, fondatore del Lanificio Raphael. A soli tre chilometri dalla sede di Via Noveis 19, a Pray, la baita esiste ancora, e poggia il suo fienile di legno sulla base quadrata di mura in sasso. Quale fosse il significato della parola Rafél, però, non è dato saperlo, e la sua origine è persa, tra i sentieri e le valli.

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La storia del nostro lavoro



La storia del nostro lanificio ha avuto inizio nel 1972, in un capannone industriale situato a Crevacuore, un piccolo comune nella Comunità Montana della Val di Sessera, con poco meno di duemila abitanti e oltre mille anni di storia alle spalle.

È stato lì che Pierluigi Fileppo, maturata grande esperienza come disegnatore di tessuti presso altri lanifici della zona, decise di dare il via ad un’attività propria, spinto dalla volontà di esprimere liberamente la sua creatività.

Negli anni successivi, tra il 1975 e il 1982, si sono aggiunti all’organico del Lanificio Raphael la moglie e il fratello del fondatore, Wilma e Bruno, e la cognata Cristina.

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Il nostro modo di lavorare

Osservare il modo in cui si svolge il lavoro, all'interno del Lanificio Raphael, permette di capire molto sul nostro antico mestiere.

L'atmosfera è domestica, e l'andirivieni delle persone non è diverso da quello che si potrebbe notare in una casa nella quale tutti si conoscono. Di tanto in tanto, da una porta, fa capolino il nostro Paco, il cagnolone che, con il suo passo flemmatico e lo sguardo assonnato, veglia su ogni aspetto del lavoro e della produzione, e ci tiene compagnia.


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Produzione

Trama è una parola importante. Perché è adoperata sia per indicare ciò che, insieme all'ordito, crea un tessuto.
Sia quell'insieme di eventi che costituiscono la storia di un romanzo o quella di un'intera vita.
Ecco perché, nella storia del nostro lanificio e della sua stoffa ci sono due trame.Una è quella dei fili che si incontrano nei nostri tessuti.
L'altra è quella della vicende che accompagnano i nostri prodotti in ogni istante, dalla nascita del filato sino alla tessitura.
E, poi, oltre ancora, quando il tessuto è tagliato e cucito, per diventare abito di classe che sfilerà, attraverso le luci intermittenti dei flash, sulle passerelle di tutto il mondo…

Progettazione

Questa fase consiste nella realizzazione del disegno di orditi e trame. È un atto creativo, prima ancora che artigianale, perché nasce dalla fantasia e dall’esperienza di chi sa unire colori e consistenze che, in seguito, diventeranno tessuti. E rispondano a specifiche esigenze, sia estetiche sia tecniche, del mondo della moda e del mercato.

Le fasi della lavorazione

1. Filato

Le nostre materie prime sono acquistate da fornitori selezionati e, pertanto, ci affidiamo ad aziende certificate anche per quanto riguarda la fase della filatura. Quando acquistiamo prodotti già filati ci assicuriamo sempre che siano certificati dal punto di vista delle lavorazioni eseguite e della provenienza delle materie prime.

2. Orditura

In questa fase della lavorazione si va a creare una specifica parte del tessuto, chiamata “catena”. È su di essa che il telaio andrà ad inserire la trama, con l'operazione di tessitura.

3. Tessitura

È in questa fase che nasce il tessuto vero e proprio. Grazie al lavoro dei telai, sull’ordito viene costruita la trama. Ciò che ne risulta è l’intreccio di fili chiamato tessuto che, successivamente, sarà trattato e preparato per poter diventare abito, accessorio, decorazione.

4. Finissaggio

Questo termine racchiude in sé tanti significati e desgina molteplici lavorazioni, tra le quali possono esserci il lavaggio del tessuto e la tintura dello stesso (nel caso in cui non sia stato realizzato con filati precedentemetne tinti).

5. Magazzino

È il luogo in cui i tessuti riposano, in attesa di essere controllati per l’ultima volta. Un punto di passaggio nel quale il lavoro si accumula, prima di essere smistato verso i molteplici settori della moda.

6. Controllo qualità

È la fase in cui il tessuto è controllato, accarezzato, scrutato. Perché non vi siano imperfezioni, tagli, fili recisi. Sono la professionalità e la cura impiegate in questa fase che possono fare la differenza tra un prodotto mediocre e l’eccellenza che ricerchiamo sempre.

7. Campioneria

I tessuti sono suddivisi per tipologie (materie prime, fantasie) e sono raccolti in campionari che aiuteranno case di moda e stilisti nella scelta delle stoffe più adatte alla realizzazione di abiti e di intere collezioni prêt-à-porter.

9. Scaffali con i tessuti finiti

È la cassaforte di ogni azienda di tessuti. Il luogo in cui i suoi prodotti vengono ordinati in vario modo, impilati uno sull’altro. E vedere tanti colori insieme, e così diverse fantasie e consistenze giustapposte, è uno spettacolo davanti al quale è impossibile restare indifferenti.

Notizie

chiusura ferie


saremo chiusi per ferie dal 03/08/2015 al 23/08/2015

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Première Vision 02/2016


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